Gennaro wrote:
Salute a tutti
Gentilmente vorrei mettermi in contatto con colleghi che si occupano di radioprotezione per discutere di varie problematiche.
Grazie
Gentilmente vorrei un vostro parere su quanto di seguito riporto e magari un consiglio, grazie
Opacità del cristallino e cataratta
Visto che per irradiazione acuta, le opacità del cristallino che possono evolvere o non in cataratta completa viene stimata a 2 Gy
Visto che stime proiettive di dose-soglia per la esposizione cronica dei lavoratori variano, a seconda degli studiosi da un minimo di 5,5 a 10 e più Gy e tenuto conto che un lavoratore classificato radioesposto difficilmente nei sui 30 o 40 anni di attività lavorativa raggiungerà le dosi soglia di cui sopra perché le dosi annuali risultano molto al di sotto dei limiti di dose annui (150 mSv) ,
Visto che l’energia radiante che colpisce il cristallino fa parte della radiazione diffusa, di bassa energia quindi non idonea a provocare le alterazioni morfologiche e funzionali a carico delle cellule radiosensibili del cristallino mi sorge un dubbio:
a parte la visita medica preventiva trova ancora indicazione la prescrizione della visita oculistica con periodicità annuale?
Cancro della tiroide
Visto che non risulta statisticamente significativa la correlazione tra i carcinomi della tiroide e malattie tiroidee preesistenti (iperplasia della tiroide, tiroidite di Hashimoto, gozzo endemico, adenoma della tiroidee morbo di basedow)
Visto che negli adulti, sebbene i dati disponibili siano scarsi, il rischio di carcinoma tiroideo radio indotto è molto basso, se non addirittura trascurabile
Tenuto conto che nelle attività sanitarie, la possibile esposizione professionale della tiroide a irradiazione diffusa, a bassa o bassissima energia risulta abitualmente al di sotto a 1 mSv/anno, con la possibile eccezione della radiologia interventistica d intraoperatoria
A parte la visita medica preventiva trova ancora indicazione la prescrizione dell’esame ecografico della tiroide e degli ormoni tiroidei ?
Visto che la posizione dell’Associazione degli urologi italiani nelle sue ultime linee guida è chiara: il Psa serve solo nei casi a rischio cioè agli ultracinquantenni che abbiano una familiarità diretta (padre, nonno, zio con il tumore) o che mostrino sintomi di disturbi urinari e da dati di letteratura specifica si evince che non riduce l’indice di mortalità,
E’ utile inserire nel protocollo di indagine annuale la verifica del PSA?
Visto che la presenza di sangue nelle feci può essere determinata da alcolismo, da assunzione di ferro per bocca, da avulsioni dentali (distacco completo di un dente dall’alveolo in seguito a causa fortuita), da cirrosi epatica, da dieta ricca di carne, da dieta con mirtilli, da dieta con spinaci, da emorroidi, da ernia jatale, da esofagite, da neoplasie del tubo digerente, da piastrinopenia, da porpora, da trombocitopenia, da sindrome di Mallory Weiss, da traumi, da salicilati, da varici esofagee, da gastrite, da rettocolite ulcerosa, da diverticolite, da epistassi, da poliposi.
Visto che successivamente ad una eventuale positività del test bisogna comunque effettuare una colonscopia
Trova ancora indicazione la prescrizione del test nei lavoratori radio esposti?